La Darsena unita indissolubilmente alla storia dei Navigli rappresenta una di quelle zone che incarnano l’anima di Milano, ed è anche uno dei suoi simboli più caratteristici.

Il suo nuovo volto, a seguito del restauro voluto per Expo (così come è accaduto per diverse altre parti della città), ha presentato il quartiere al mondo, e ha contribuito a renderla una risorsa per la città, dopo anni di incuria, divenendo teatro di numerose manifestazioni di carattere culturale e folckloristico.

La storia della Darsena come quella dei Navigli è molto antica, risalente all’Alto Medioevo.

Il Naviglio Grande che nasce prendendo le acque dal Ticino, è stata la prima opera di questo genere ad essere realizzata in Europa, e una delle più grandi infrastrutture ingegneristiche del territorio lombardo che ne consentirono il grande sviluppo, aumentando di gran lunga il raggio di azione dei commerci che altrimenti si sarebbero svolti via terra. Ciò determinò per secoli la fortuna di Milano in maniera fondamentale, permettendo e agevolando anche la costruzione del Duomo, simbolo meneghino per eccellenza.

Le origini più probabili sono quelle di un ampliamento con funzione irrigua di un canale difensivo costruito intorno al 1150, il cui inizio lavori i cronisti daterebbero tra il 1177 e il 1179. Di certa datazione sono i passi successivi: il 1211 quando il Naviglio raggiunse l’attuale Porta Ticinese; e il 1272 quando divenne navigabile rivoluzionando la vita e le abitudini sia dei milanesi che del loro territorio collegandolo col Lago Maggiore e la Svizzera, permettendo così la fioritura dei commerci e lo scambio di materie prime, nonché l’arrivo di mercanzie e rifornimenti direttamente nel cuore della città.

Nei secoli successivi furono necessari altri interventi sino a quello che nel 1509 legò anche il nome del Grande Leonardo Da Vinci ai Navigli e alla Darsena, che nell’opera “Il Codice Atlantico” il 03 maggio di quell’anno annota la conclusione dei lavori per il rifacimento della chiusa di San Cristoforo per la regolazione del flusso d’acqua verso la darsena

La struttura definitiva, che la caratterizza ancora oggi si ritiene risalga probabilmente all’inizio del 1600, voluta e realizzata dall’allora Governatore Spagnolo Pedro Enriquez De Acevedo Conte di Fuentes, addossata alle nuove mura a tratti ancora visibili (gli”Ex-Bastioni”), per ricevere la foce del Naviglio Grande e dare acqua al braccio iniziale del Naviglio Pavese distanti l’un l’altro poche decine di metri.

Da allora in avanti è stata, oltre che uno snodo idrico di fondamentale importanza che riceveva le acque del fiume Olona e quelle che esondavano dalla fossa interna per cederle al Ticinello oltre P.ta Ticinese, il “Porto Fluviale” dei Milanesi, tanto che durante il 1800 Milano è di gran lunga il maggiore porto fluviale in Italia.

Anche nel XX secolo la Darsena continuò a fare la fortuna della città, quando le sponde del Naviglio si industrializzarono e per tale via gli stabilimenti si approvvigionavano di materie prime e successivamente spedivano i manufatti (due su tutti “Richard Ginori“ e “Cartiere Burgo”), e ancora nel 1953 è al tredicesimo posto nella classifica dei porti nazionali per ricevimento merci con un suo ufficio della Marina Militare con funzioni di sorveglianza e Capitaneria.

Il traffico commerciale termina definitivamente nel 1979, dopodiché ha subito alterne fortune e altrettante alterne vicende, divisa, a seconda del periodo, tra la volontà di riqualificare l’area o di darne una diversa destinazione in quanto terreno privo di interesse.

La beffa del destino fu che nel 2004, a seguito di scavi emersero reperti che fecero arrestare i lavori, ma che in mancanza di tecniche idonee al recupero vennero reinterrati per preservarne lo stato di conservazione, in attesa che l’Amministrazione Comunale avanzasse un progetto complessivo di restauro e riqualificazione che tenesse conto anche della grande importanza storica e archeologica

Nel 2015 però torna in Darsena l’ultimo Barcun a testimonianza del porto e delle vie d’acqua, che consente con i circa 150 mq. di superficie di allestire un suggestivo spazio sull’acqua con l’obiettivo di coniugare le differenti matrici e potenzialità del Sistema Navigli in un’unica “icona” storica che ne sintetizzi i possibili e molteplici usi e riusi

Non bisogna però dimenticare che Darsena a Milano ha significato anche Carnevale, popolareschi, coloriti e stravaganti personaggi e artisti, musica e tanto sport legato a nomi celebri.

Il Carnevale, nel secondo dopoguerra fino a dopo le metà degli anni ‘50 poneva la sede delle sue attrazioni da gennaio tra P.ta Ticinese e P.ta Genova, e alla Darsena approdavano i barconi con festoni e luminarie carichi di folla e maschere

Sulle sue sponde si insediarono le società sportive “Canottieri Olona” e “Canottieri Milano” che hanno ambedue collezionato campioni e squadre con varie partecipazioni e vittorie olimpiche storiche, e solo per citare i più recenti, loro campioni furono Sergio Tacchini, Nicola Pietrangeli e Lea Pericoli

Sempre intorno alla Darsena dagli anni ’50 in avanti nacquero locali che fecero di Milano una delle capitali europee del jazz, tappa obbligata dei tour di tutti i grandi esecutori (vedasi il “Capolinea” tra i locali e “Joe Venuti” e “Tony Scott” tra i musicisti che qui si sono esibiti).

In ogni caso, oggi, Milano ha deciso di riappropriarsi di uno specchio d’acqua in cui riflettere la sua bellezza, e dove la sera si accende la movida sulle rive pedonalizzate, tra ristoranti, a volte anche su un vecchio barcone riadattato, bar, pub, trattorie e locali notturni. Ciò comporta che il quartiere viva due realtà, notturna e diurna ancora ricca di studi di artisti e di botteghe artigiane.

In estate poi si moltiplicano gli eventi a carattere familiare ed ora che la Darsena è tornata navigabile dopo il restauro, ci si può anche imbarcare, per godersi il Naviglio dall’acqua

Il bacino ritrova il suo fascino romantico nella ricostruzione degli argini su Viale D’Annunzio, nella realizzazione delle bitte (passerelle) per far attraccare le imbarcazioni a vela e nella realizzazione di due passeggiate ciclopedonali che costeggiano l’acqua

Inoltre è qui presente un mercato coperto luogo di colore e costume, che ospita stand di ogni genere, e che di giorno offre anche molte specialità gastronomiche piuttosto esotiche; di sera però rimane aperta la Macelleria Popolare che prepara piatti caldi da “street-food” pescando tra le più svariate specialità regionali cucinati al momento a prezzi contenuti

Del menù fanno parte panini con il lampredotto fiorentino, il pastrami, e la meuza o milza,  le polpette messinesi, la lingua in salsa verde e altro ancora

Infine la Darsena, tralasciando il lato trendy e modaiolo, resta un luogo piacevole dove passeggiare e rilassarsi, un piccolo lago situato nel centro città, a retaggio e testimonianza del passato acquatico meneghino.

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Categorie: Milano e dintorni

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