“Varesine” è un termine che per i Milanesi ha significato due cose distinte negli anni: fino al ’60 la linea ferroviaria che collegava Milano con Varese (dal 1865) partente dalla Stazione Ferroviaria di Porta Nuova, e dopo il ’70 il Luna Park Permanente sorto sul terrapieno della ex-ferrovia, chiuso poi nel 1998

Ma le Varesine o Ex-Varesine ancora sopravvivono per la città meneghina, quasi a sfregio degli investimenti multimilionari e dei nomi altisonanti di architetti e progettisti, impermeabili al cambiamento, almeno per quanto riguarda l’identificazione geografica di un’area, che ormai non ha più nulla a che spartire col passato. E ciò risulta essere ancora più sorprendente se si considera il fatto che certamente le Varesine parco divertimenti e quartiere, non godessero di un’ottima fama (strutture fatiscenti e pericolanti, e spaccio).

L’intenzione, che cercava un respiro internazionale, un suo Skyline, ecco che a Milano si scontra con la “Vecchia-Milano” e l’anima dei pochi Meneghini rimasti, che pur apprezzando la bellezza delle strutture, ritengono che poco si accordano con la fisionomia generale e la sua particolare personalità fatta dai Dario Fo, dai Giorgio Gaber e dagli Enzo Iannacci.

Ma tutto questo ha ormai lasciato spazio all’Oggi, ai miglioramenti in materia urbanistica, a nuova vitalità e vivacità, a un’area verde prima inesistente, e ai monumentali 146 mt. della torre residenziale più alta d’Italia.

Il Bosco Verticale, il grattacielo interamente ricoperto da piante (20.000 mq. di verde) su giardini pensili, è stato uno dei progetti più ambiziosi che ha fatto scuola ed è stato vincitore di un prestigioso premio internazionale per l’edificio più bello e innovativo

L’area è ritornata ai milanesi come luogo di innovazione urbanistica e architettura di alto livello, con i nomignoli dei grattacieli, Vela e Diamantone, e i primati, il percorso pedonale più lungo della città, la Unicredit Tower, il grattacielo più alto d’Italia con 231 mt. di altezza sormontata dalle spire in una struttura a guglia di 78 mt., l’ambizioso progetto del Bosco verticale, e la grandiosa e spettacolare Piazza Gae Aulenti

La piazza costituisce il centro nevralgico dell’intero quartiere, e rappresenta una delle più grandi collaborazioni qualitative degli ultimi anni, in quanto hanno partecipato per la sua realizzazione 20 studi di architettura di 8 diverse nazionalità

Sullo sfavillante skyline in vetro e acciaio, ma anche green e sostenibile si specchia la varietà della gente che popola di giorno e di sera la zona: turisti, runners, gente intenta a fare acquisti, o semplicemente milanesi che trascorrono le ore dell’happy hour tra i numerosi locali glamour che si trovano tra la piazza e il vicino Corso Como; che trasforma una sfida architettonica in un luogo dello spirito, una piazza sì volta alle attività produttive ma anche a quelle ricreative.

Qui l’arte non solo si guarda ma si vive!

Inoltre occorre anche sottolineare che la fortuna della zona è favorita dall’attenzione posta dal Comune sul suo livello di accessibilità costituito dalla Stazione Garibaldi, le metropolitane verde e lilla e il passante ferroviario

E’ infine doveroso ricordare alcuni dei celebri nomi che hanno reso possibile il progetto: Cesar Pelli, Khon Pedersen, Fox Architects, Arquitectonica, M2P, Antonio Citterio and Partners, Caputo Partnership, Studio Land, Dolce Vita Homes e Coima Image

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Categorie: Milano e dintorni

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